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From CARE’s Talk “Food and Farming – sowing small seeds, reaping the benefits” Oscar Farinetti – CARE's – The ethical Chef Days

From CARE’s Talk “Food and Farming – sowing small seeds, reaping the benefits” Oscar Farinetti

From CARE’s Talk “Food and Farming – sowing small seeds, reaping the benefits”
Oscar Farinetti

Ormai i giovani occupati nell’agricoltura in Italia sono più dell’11%, perché ci sono delle chance enormi.

In Italia abbiamo 14 milioni di ettari coltivati; negli anni ottanta ne avevamo quasi 20: abbiamo perso 6 milioni di ettari in agricoltura. Oltre il 65% dell’agricoltura italiana è generica – mais generico, coltivazione di grani generici. Dobbiamo specializzare, i giovani di ogni regione italiana dovrebbero occuparsi di coltivazioni specifiche di grandissima eccellenza che andranno poi in un packaging, perché il nuovo grande tema sarà la conservazione, come conservare i prodotti nel modo più naturale possibile e come poi distribuirli in Italia e nel mondo.

Sono a favore della libera circolazione delle eccellenze nel mondo, perché se fermiamo la circolazione delle eccellenze, fermiamo la circolazione delle idee. Non riesco a immaginarmi un mondo fatto a scomparti, dove ciascuno mangia il proprio cibo, studia i propri scrittori, guarda le opere d’arte degli artisti nativi e parla il proprio dialetto tutta la vita. Lo trovo un’esagerazione. Sono molto per le radici, ma sono anche per il “think local, do global“; sono per prendere le idee locali geniali e raccontarle poi al mondo attraverso le reti. Oggi abbiamo chi ci aiuta a muovere i pensieri in maniera ecologica, spendendo poco e soprattutto con grande velocità.

Giovani che scelgono di lavorare nel settore agricolo ce ne sono e ci sarà un’esplosione nei prossimi anni. L’Italia può avere un bel futuro se lavorerà su due fronti.

Deve raddoppiare il numero di turisti stranieri. Fico nasce proprio come luogo unico in cui far arrivare turisti stranieri che dopo avranno voglia di proseguire il loro viaggio in Italia.

In secondo luogo dobbiamo raddoppiare l’esportazione delle nostre vocazioni, il che non significa solo cibo ma anche i grandi mercati – il muoversi, il vestirsi e l’abitare – mercati sui quali l’Italia ha molto da raccontare. 

Per quanto riguarda l’agricoltura siamo già tra i più avanti nel mondo, non piangiamoci troppo addosso. Siamo bravi, siamo i più bravi, ma col difetto ultimamente di piangerci sempre addosso.  

Abbiamo il maggior numero di aziende biologiche, il maggior numero di aziende biodinamiche, siamo il paese in Europa con il più basso residuo chimico nella terra – 0.003 in confronto allo 0.12 della media europea – abbiamo la terra più pulita, i ristoranti più puliti, i camerieri più bravi…. Abbiamo il minor numero di scandali agroalimentari industriali. 

Abbiamo bisogno di cominciare una forma di narrazione diversa e di diventare i leader mondiali del green, o se preferite dell’equilibrio, del verde.

Ed è soprattutto ai giovani che deve venir voglia di essere parte di un ciclo creativo tramite il quale il nostro paese può raccontare qualcosa al mondo.

Photo credits: MissClaire